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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

10.5 I Governi passano, corruzione e mafie restano dal 1861..

..Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, ora agli arresti domiciliari e la sua compagnia cantante, saranno pure innocenti fino al terzo grado di giudizio, ma lo stile di lavoro del sistema dell’ex brillante giornalista Mediaset ricorda Mani pulite, corruzione,favoritismi, intrallazzi, ombre amministrative che diventano tenebre sulla res – publica.

La procura sta tuttora indagando su affari  e appalti collegati al salone Nautico.

In  casa dell’imprenditore Aldo Spinelli,leggendario presidente che portò il  Genoa nel 1985 alla finale di Coppa Uefa,sono stati trovati e sequestrati dalle Fiamme gialle contanti per 220.000 euro, sono coinvolte nell’inchiesta della procura,durata quattro anni, trentacinque  indagati.

Toti, detto Giovanni, come Meloni detta Giorgia, si dice tranquillo, e questo è un bene per tutti; per i cittadini della Liguria, di Genova, La Spezia,per la democrazia,per l’Italia intera, nonchè per l’Europa e per il mondo visto che siamo un paese del G7…

Ma non si può dire che sia una notizia bomba, soprattutto quando scavando si scoprono infiltrazioni mafiose per racimolare voti ,complicità nell’aggiudicarsi favori e lussi per avallare la logistica del porto di Genova.

Emanuele Signorini, autorità portuale che favorisce Spinelli nell’aggiudicarsi il terminal portuale Rinfuse,passa una notte da sogno all’Hotel de Paris Di Montecarlo per le sue benemerenze  verso l’ intrallazzo, compiacente Toti, detto Giovanni.

Naturalmente i giustizialisti di Forza Italia e Lega contro Emiliano e De Caro a Bari, oggi sono garantisti con Toti, il ministro della Giustizia Nordio, quando parla di giustizia a orologeria, dimentica che il ministro della giustizia è lui: Fratelli d’ Italia aspetta il rinvio a giudizio ufficiale,il centro destra è agitato per le elezioni di giugno.

PD e Sinistra italiana e MCS chiedono, invece,le immediate dimissioni da presidente di Toti e nuove elezioni regionali.

Il triangolo delle Bermude Totti – Spinelli- Signorini sembra ne abbia fatte di tutti i colori, i governi passano,ma corruzione e malaffare restano, come ennesima autobiografia della nazione nel quadro desolante di una classe dirigente meschina e ipocrita.

La mafia regna sovrana nella collusione con poteri pubblici e con pezzi di Italia destrorsa e fastistoide,anche se è sbagliato generalizzare perché vi sono amministratori probi e onesti a sinistra,ma anche a destra e viceversa.

E poi parlano di disaffezione dei cittadini verso la politica e di antipolitica nell’ Italia finalmente libera dalle sinistre.

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Suicidio assistito di Askatasuna

I fattacci di Torino,rievocativi del G8 di Genova,per la presenza dei black block,hanno messo in moto tutta l’ ipocrisia possibile da parte della gente perbene.Usciranno a breve libri,e book,e interventi importantissimi di esperti di guerra civile italiana,di terza guerra mondiale: il tentato omicidio  dell’ agente attribuito ai  black block porterà in galera probabilmente manifestanti che con l’ accusa c’entrano poco.Tutto questo per dire che il governo fascio leghista gongola, perché voleva questo.La chiusura del centro, così come quella del Leoncavallo a Milano,su dispositivi di  ordinanze di Piantedosi, sono stati l’ annuncio formale di una dichiarazione di guerra alla galassia antagonista che mette in agitazione governanti che negli anni settanta erano paladini dell’ anticomunismo reazionario e antidemocratico.Askatasuna ha sbagliato ad attaccare per prendersi un contropiede ovvio,scontato,che tutti si aspettavano.Poi la società dello spettacolo ha fatto il resto .Faccio notare che non si sono viste molotov durante gli scontri,segno che i rapporti di forza non erano così oscuri: Askatasuna,centri sociali,associazioni,ong non governative sono in difficoltà.Eppure continuano la lotta e mobilitano migliaia di cittadini.

30.1 Fuori dalla Nato, dall’ Onu, dall’ Europa…..e  fuori di testa

Donald Trump in un anno dal ritorno alla Casa Bianca si dice abbia cambiato il mondo,in peggio per le persone generiche.Ormai i crimini del presidente contro i migranti,i democratici le minoranze del suo paese vanno di pari passo ai bombardamenti già avvenuti di Teheran,ai raid contro altri popoli in Medio Oriente,   alle minacce alla Danimarca ,come promesso anche in questi giorni ,al grido” ammazziamo chi non vuole fare grande gli Usa”.I dazi contro mezzo mondo sono il meno: quello che è accaduto a Minneapolis è osceno,il suo modo di difendere la polizia che controlla le dogane e che corre verso la repressione sanguinaria come opzione politica è nazismo allo stato puro.Solo una destra estrema, sdoganata come emergenza contro le invasioni barbariche in tutto il mondo, vuole concedere  un premio Nobel per la pace sopra un oceano di sangue multietnico ad un individuo di tale fatta.Meloni,in tal senso, è una sua fans.Il problema è che lo sceriffo criminale sta spiazzando proprio tutti: la sua condotta psicopatica fra promesse di pace e fulmini di guerra somiglia molto alla schizofrenia di un Adolf  Hitler alla ricerca di una catastrofe storica.Bisognerebbe uscire dalla Nato,un organizzazione guerriera del capitalismo vincente?Lo sta già pensando Trump,il suo bord of peace immobiliare protetto dal terrore nucleare è un progetto in divenire.L’ Europa dovrebbe battere un colpo anti Usa ?Non lo può fare fino in fondo perché composta da paesi ex colonialisti  come la Francia che furono salvati due volte dall’ intervento Usa vs.la Germania.Chi guarda a Putin come l’ antiamericano cade nel ridicolo perché al russo sta bene che Trump sia il mediatore di una tragedia con un fine già tracciato da uno statista  putiniano come Salvini: deve arrendersi l’ ucraino,per evitare la disfatta.Putin e Trump si piacciono,stessa faccia ,stessa razza padrona delle vite altrui,lo si vede dalla promessa concessione della tregua all’ Ucraina.Chi sperava nell’anti  imperialismo di  Khamenei deve giustificare la carneficina del suo popolo in nome di Allah: mai stati così soli democratici ,socialisti,cristiani uomini di buona volontà che rifiutano l’ uso della violenza di stato come stile di vita e non si divertono a guardare le guerre.

Sed libera nos a malo….

È passato il giorno della Memoria con la presidente del consiglio Giorgia Meloni che finalmente ha parlato di responsabilità del regime fascista nelle leggi razziali del 1938. Almeno,si dirà,ha il senso della memoria.Quello che invece non ha nessuna ragione di esistere in istituzioni nate dalla lotta contro il nazifascismo e’il padano, poveraccio Matteo Salvini,che non solo senza sapere i fatti ha dichiarato la sua solidarietà al poliziotto che ha assassinato il magrebino a Rogoredo,non ha detto una parola degna sulla giornata della memoria,non ha nemmeno parlato di ritorno della cultura fascista a Minneapolis .Così,ci vuole resilienza  a sopportare la presenza fra gli umani dotati di ragione di Matteo Salvini ,forse il peggiore individuo comparso a governare la res publica nel terzo millennio: è udite,udite il vicepremier di un paese costituzionalmente antifascista.Costui insieme a Bovino,ad esempio, rappresenta iconograficamente il nuovo nazionalsocialismo che pochi credevano fosse sdoganato in così poco tempo dalla vittorie elettorali delle estreme destre in tutto il mondo.Abbiamo bisogno di liberarci dal Male che abita in noi,si dice,ma  ogni tanto,quando assume i connotati della banalità del Male in carne ed ossa,ci vuole più determinazione che psicologia.Perché poi nella quotidianità scopri che i Salvini – Bovino – ICE sono tanti,troppi:il corso del mondo sembra sottolineato dal Male,quello che una volta portava all’ Inferno.I fiancheggiatori del maligno sono persone che si credevano diverse,soprattutto nell’ anima mundi.La variante principale della follia attuale non ha colore deciso, se non quello della notte nera dove tutte le vacche sono nere.

26 27 .1 Soluzione finale,non basterà l’ eternità per perdonarvi,maledetti nazifascisti….

Brano tratto da Pierluigi Raccagni 1939 1945 il racconto della guerra giusta vol.I completamente gratuito dal 23 al 27 gennaio

1942 IL TERRORE DEL NUOVO ORDINE
Era molto bello starsene a Wannsee, un sobborgo berlinese, con tanto di laghetto annesso.In fondo Roosevelt aveva visto giusto, era il nazismo tedesco, la Germania di Hitler il primo nemico da abbattere.Perché a Wannsee, il 20 gennaio del 1942, si era radunato il gotha dei criminali della storia dell’umanità.Per discutere l’operazione umanitaria (secondo Hitler qualcuno doveva prendersi l’onere di migliorare l’umanità…) al laghetto si erano dati appuntamento quindici nomi fra i più quotati dell’istituzione nazista:
Heydrich, la Bestia Bionda, maestro di cerimonie, che aveva convocato la riunione.
Il nuovo segretario del ministero della giustizia del Reich Roland Freisler, che diventò famoso come pubblico ministero dei congiurati del luglio 1944.Il dirigente nazista, membro del ministero degli esteri tedesco, Martin Luther, il cui compito era quello di cercare di convincere i governi europei a cooperare per quella che venne definita “la soluzione finale”.
Adolf Eichmann, che prendeva appunti e aveva organizzato la logistica della riunione.C’erano poi membri delle SS e responsabili dei territori occupati.Bisognava far fuori gli 11 milioni di ebrei stanziati in Europa, spiegò la Bestia Bionda, e gli altri, spinti da tanto entusiasmo, fecero le loro proposte: sterilizzazione obbligatoria per tutti i non ariani, scioglimento forzato dei matrimoni misti fra ebrei e non ebrei, eliminazione dei malati nei ghetti, “evacuazione”, eufemismo di eliminazione, anche per chi aveva una parte di sangue ebreo, lavoro forzato fino alla morte per ebrei capaci di tenere una pala in mano.
Gli ebrei anziani e quelli che avevano combattuto per il Kaiser con onore sarebbero stati mandati al campo modello di Theresienstadt vicino a Praga.Insomma il programma era vasto e anche interessante, secondo i criminali del laghetto di Wannsee.Avrebbe coinvolto medici, scienziati di tutti i livelli, biologi, soldati, filosofi, criminali incalliti, assassini di ogni risma per la manovalanza nei campi.La chicca però era quella delle camere a gas.
L’orrore di Chełmno, dove da metà dicembre mille ebrei al giorno venivano gasati nelle terre di Polonia, era un buon esempio da imitare e semmai migliorare.
Le camere a gas, e non i camion chiusi e invasi da monossido di carbonio, vennero adottate in modo strutturale a cominciare da Bełżec.
Ad Auschwitz, già nel 1941, il sistema funzionava.
Non era più il caso, dissero i criminali del laghetto, di far distinzioni che lasciavano spazio a considerazioni benevole: distinguere fra ebrei, zingari, omosessuali, comunisti, persone antinaziste era superfluo. Così come risultava superfluo dividere i deportati fra lavoratori forzati, donne da sfruttare, bambini da far crescere in Germania: la soluzione finale prevedeva solo la morte.
Per organizzare le deportazioni Heydrich reclutò al suo progetto Adolf Eichmann, che, dopo la riunione, si mise a giocare a scacchi con lui per rilassarsi della faticosa conversazione.Il sogno comunque si stava realizzando. Il cancro giudeo – comunista sarebbe stato annientato, il mondo, secondo i nazisti, sarebbe stato migliore.Ma bisognava industrializzare lo sterminio.
Basta con le esecuzioni di massa, che mettevano i soldati prescelti al massacro in difficoltà.
Basta con le soluzioni locali come quelle intraprese in tutto l’est. La soluzione finale doveva essere unica, il metodo universale.
Lo Zyklon B, immesso nelle condutture di finte docce, avrebbe massacrato in un anno quasi tutti gli ebrei d’Europa. Entro la fine del 1942, provenienti dall’Europa centrale e occidentale, nonché dall’Unione Sovietica, sarebbero stati uccisi 4 milioni di disgraziati.
“(…) Nei campi di sterminio, tale possibilità non esisteva. Erano creati con l’unico scopo di sterminare gli ebrei d’Europa e gli zingari. Di questi campi destinati esclusivamente allo sterminio ve ne furono quattro; il primo, il campo pilota di Chełmno (Kulmhof), fu costruito nel dicembre del 1941.
Poi, dopo la conferenza di Wannsee del gennaio del 1942 che, presieduta da Reinhard Heydrich, diede la sanzione ufficiale al programma di sterminio, Bełżec (marzo 1942), Sobibór (maggio 1942), e il più grande di tutti, Treblinka (giugno 1942). Tutti entro un raggio di duecento miglia da Varsavia”.
Cfr. Gitta Sereny, In quelle tenebre, Milano, 1999, pag. 133.

BUDAPEST 1945,verso il giorno della memoria

Brano tratto da 1939 – 1945 il racconto della guerra giusta  e  dall’ ebook 1942  Nuovo ordine e prime sconfitte dell’Asse di Pierluigi Raccagni gratuito da oggi al 27 gennaio

1945 L’INFERNO DI BUDAPEST FRA CROCI FRECCIATE E SOVIETICI
Gli abitanti di Budapest, nel dicembre del 1944,stavano preparando gli alberi di un misero Natale.
Non sospettavano minimamante che sarebbero stati nel mezzo di una carneficina spaventosa e alla distruzione della città.
Il terzo Fronte ucraino del generale Tobulchin continuava ad attaccare, senza risparmio di uomini, la città di Budapest. perché Stalin non voleva concedere nulla a est a Churchil e agli Alleati.
A sua volta Hitler trasferì in Ungheria 2 delle 14k divisioni di Panzer e Panzergranadier di cui disponeva, per affrontare i russi su un fronte di 1200 chilometri che dal Baltico attraversava la Polonia. Come abbiamo accennato, era ossessionato dalla mancanza di carburante e voleva difendere a tutti i costi i giacienti del lago Balaton.Così il primo gennaio del 1945 la miglior forza corazzata tedesca venne assegnata all’operazione “ Konrad”, volta a soccorrere le forze tedesche asseragliate a Budapest.
In Ungheria la situazione era stata presa in mano dai nazisti con la sostituzione del governatore generale ammiraglio Horthy, fascista e filo nazista, che, però, voleva uscire dall’Asse.
Al posto di Horthy, a difendere la città fu nominato il dittatore delle Croci Frecciate Szalasi, che non aveva di certo l’appoggio della popolazione.Quando nel dicembre del 1944 il maresciallo Rodion Malinovslij, strinse la sua morsa attorno alla capitale ungherese, con massicci bombardamenti, gli abitanti della capitale si spostarono verso Buda sotto il fuoco massiccio degli aerei sovietici, che non facevano sconti a chi resisteva all’avanzata dell’Armata Rossa.
Alla fine di dicembre una controffensiva del 4° corpo Panzer delle SS sferrò un attacco improvviso contro i russi.
I tedeschi, allora, si arroccarono nel castello di Buda, che era più facile da difendere.In tutto questo caos Budapest era nelle mani di un fascista antisemita psicopatico quale Szalasi, che non sapeva più come salvare la pelle.Hitler, quando pretese che la città fosse difesa, fino all’ultimo uomo, aveva a disposizione circa 50.000 soldati tedeschi e 40.000 soldati ungheresi che, in gran numero preferivano disertare o riunirsi ai russi, piuttosto di combattere una battaglia persa.Da qui la tragedia della città di Budapest.Perché le Croci Frecciate, più che combattere i tedeschi, si diedero allo sterminio degli ebrei che erano stati chiusi nel ghetto a morire di fame.“ A Budapest, dove virtualmente non esisteva più un governo, gli uomini della Croce frecciata si abbandonavano a follie assai pericolose……In pratica il potere era detenuto da bande di giovani fascisti agli ordini di psicopatici di mezza età.Per l’intera durata dell’assedio instaurarono un regime di terrore quale si era visto raramente in Europa dopo il Medioevo.”
Cfr.Frederick E. Werbell e Thurston Clarke, Wallenberg, Milano 1987, pag.153.Vi è da aggiungere che Adolf Eichman, che aveva raggiunto Budapest per deportare gli ebrei e continuare la sua opera di bonifica del giudaismo, come deciso dalle direttive della “ soluzione finale”, aveva lasciato la capitale ungherese il 23 dicembre del 1944, anche se aveva giurato di aspettare l’arrivo dell’Armata Rossa per combattere fino all’ultimo uomo.Il suo lascito era stato chiaro: non un ebreo doveva lasciare vivo il ghetto.Ma dopo il 24 dicembre le truppe russe raggiunsero la periferia di Buda: Budapest era accerchiata.
Raoul Wallenberg, ambasciatore svedese, ingaggiò un’eroica battaglia legale, politica e umanitaria per salvare quanti più ebrei fosse possibile dagli eccidi indiscrimati dei nazisti delle Croci Frecciate.” Il diplomatico svedese Roul Wallenberg, rimasto intrappolato a Budapest tentò di arrestare i massacri degli ebrei, avvertendo i comandanti tedeschi che ne sarebbero stati responsabili. Le uccisioni continuarono, tuttavia e a volte morirono anche gli agenti della polizia ungherese mandati a proteggere gli ebrei. Alla fine Wallenberg fu assassinato dai russi. “Cfr.Max Hastings, Inferno, il mondo in guerra, 1939 – 1945,Milano, 2012 pp.748-749

Oltre l’ apparenza,il nulla,restiamo umani

Non tutti sono così,anzi.Ma si direbbe che una buona fetta della ex meglio gioventù, quella che gravita fra i 65 e gli 85 anni,quella che negli anni sessanta e settanta aveva la rivoluzione come feticcio esistenziale, oggi  si è anche nascosta fra gli amici serpenti di fb e dei social.Con frequenza leggi di persone di sinistra normali che si lamentano del clima di odio con il quale vengono argomentati i vari post sulla guerra,sulla crisi della democrazia in Italia e nel mondo.Solitamente si dà la colpa ai troll dei fascisti,ma forse non è così. Tra IA, nickname,fake news,falsi e bugiardi individui sono i veri padroni della mattanza facebook.Esempi c’è ne sono tanti.Alcuni  così stupidi da essere incredibili.Un sedicente anarchico ha postato che la morte dei ragazzi a Crans Montana non era un problema visto che erano tutti giovani ricchi e di buona famiglia,altri danno del nazista ad ebrei per via di Gaza nel giorno della Memoria,altri ancora vogliono vedere scorrere il sangue in Iran,in Ucraina,dove gli ” imperialisti” filo americani e filo europei attaccano Khamenei e Putin,altri hanno strombazzato che Trentini era della Cia,Maduro l’ erede del Che etc.Malafede,rancore,frustrazione,ma non solo.Sempre a caccia delle streghe gli amici – nemici di Facebook difficilmente spiegano i loro punti di vista,se non ricorrendo ad una verve qualunquista  populista.Il loro lessico è quello del “ma che pusher usi”,”fatti un altro fiasco” sei malato”, “sei un fascista”.Solitamente si muovono in branco,ma non sono un Mucchio Selvaggio,sono asini che amano prendere a calci chi tenta di farsi capire e non è un rivoluzionario con la mobilia altrui. Sono rossobruni che fanno da apripista alle leggende nere delle dittature rosse Hanno riesumato Stalin,Beria,la Stasi,adesso sdoganeranno Pol Pot…

Negli Usa del trumpismo si censura il Simposio di Platone…

Censurare il Simposio di Platone,testo fondamentale per apprezzare l’Amore platonico come veicolo di razionalità e superamento del corpo come prigione dell’ anima, e’ l’ ultima trovata dei MAGA.A onor del vero a decretare la morte della filosofia greca,come strumento di depravazione omosessuale è stato un rimbambito rettore di un’ università pubblica del Texas ,come riporta Gramellini sul Corsera.L’ amore come non possesso,come donazione di senso,come superamento della sola passione non è solo un capolavoro della mente umana,ma un processo di emancipazione che ci avvicina a quella divinità interiore che è l’ anima finalmente affrancata dalla prigione del corpo.Che poi questo avvenga fra persone dello stesso  o differente sesso per Socrate -Platone non è un problema.Socrate fu calunniato,lo accusarono di essere un cattivo maestro per i giovani.Accettò la sentenza,non volle fuggire anche se amici di Platone erano pronti  a corrompere i carcerieri .La conoscenza di se stessi come conoscenza dei propri limiti lo ha reso un esempio di civiltà: quello che oggi non c’ è.

Putin,Maduro,Khamenei: sintesi criminale disumana

Ho postato che Putin e Maduro hanno sempre appoggiato i vescovi tagliagole di Teheran facendo finta di essere radicali vs.l’imperialismo americano e naturalmente sono stato coperto di insulti dai propagandisti putiniani,dai fans di Maduro e dalla pletora dei ne’ con gli Usa, né con Teheran. Poi,ieri,ho avuto modo di rassegnarmi all’ idiozia sanguinaria di quelli che sui social hanno insultato il servizio di Ezio Mauro. Detto questo Putin,Ezio Mauro docet,ha dato  il via alla guerra contro l’Occidente,riesumando non tanto la mummia di Lenin,ma la criminalità di Stalin,il nazionalismo del sangue,e tutte quelle sciagure che hanno inquinato la storia del socialismo. Bene,basta avere lo stomaco a posto per leggere i violenti insulti,le diffamazioni che l’ internazionale nera dei rossobruni palesa contro democratici,socialisti libertari,anarchici.Non sono pochi,spingono per la guerra di Trump per trovare una ragione di vita che ricordi gli yankee go home,sono di fatto la quinta colonna della reazione .E la mia non è paranoia.

14.1 una città rivoluzionaria, metafisica,antistalinista

1944 LENINGRADO LIBERATA

Brano tratto dall’ ebook 1944 assalto al Terzo Reich da tutti i fronti di Pierluigi Raccagni

A Leningrado il peggio era passato.Nel gennaio del 1943 i sovietici avevano ripulito gli ultimi nidi di resistenza tedesca sulle sponde del Lago Lagoda, si era aperto così un corridoio largo dagli 8 agli 11 chilometri, attraverso il quale Leningrado ritrovò un contatto con il resto del Paese.Il blocco attuato dai nazisti, che aveva causato la morte per fame di migliaia di cittadini, finalmente si era spezzato.L’assedio però continuava, la vita nella città era estremamente pericolosa perché i tedeschi intensificarono i loro bombardamenti, sia con l’artiglieria, sia con l’aviazione: nel settembre del 1943, a causa delle devastazioni naziste, furono chiusi scuole e locali pubblici.Insomma il ritorno alla normalità era iniziato, ma procedeva molto lentamente.La certezza di poter contare su un sostanzioso approvvigionamento consentì alle autorità un ulteriore aumento delle razioni, il treno che passava coi rifornimenti portò un po’ di sollievo e felicità ai leningradesi rimasti in città.Ora però si doveva passare all’offensivaIl generale Govorov era ottimista; nel 1941 Leningrado aveva fermato i tedeschi, nel 1942 non si era ceduto un palmo di terreno, nel 1943 il blocco era stato spezzato. Ora bisognava concludere l’operazione con la liberazione totale della città dall’assedio.L’operazione invernale fu decisa dallo Stato Maggiore del Fronte di Leningrado a settembre, con il placet di Mosca.A guidare l’ennesimo tentativo di rompere l’accerchiamento furono inviate alcune star del firmamento dell’Armata Rossa.La seconda Armata d’assalto fu affidata al generale di divisione Fedjuninski, già distintosi sul fronte di Leningrado e la 42a Armata al generale Ivan Maslennikov.Il primo obiettivo dei sovietici era la riconquista di Gatcina, per costringere i tedeschi ad abbandonare Mga, se non volevano cadere nell’ennesima sacca.L”Operazione Neva”, questo il nome in codice dell’attacco sovietico, scattò il 14 gennaio con un bombardamento che colpì le linee tedesche con 100.000 proiettili, poi partirono fanteria e mezzi corazzati alla volta delle postazioni fortificate dei tedeschi.Per oltre due giorni le difese tedesche riuscirono a tenere testa all’offensiva, fino a che il 18 gennaio i sovietici occuparono Puskino, Krasnoje Selo e Gatcina.Il giorno seguente avvenne il ricongiungimento a Ropscia fra le truppe di Maslennikov e quelle di Fedjuninski: i tedeschi si ritirarono verso i paesi Baltici.Il 27 gennaio, giorno della liberazione di Leningrado, le salve di 300 cannoni celebrarono la ritrovata libertà dopo un assedio durato 882 giorni.Leningrado “ce la fece”, nonostante gli errori grossolani della mancata evacuazione iniziale della città, nonchè della sottovalutazione dell’assedio nei primi due mesi e del mancato accumulo di riserve alimentari.Affermare, come è stato scritto da alcuni storici, che la resistenza di Leningrado fu determinata dal terrore staliniano che impedì alla città di dichiararsi “città aperta”, è folle perché sottovaluta quella commistione fra patriottismo russo, ardore rivoluzionario e organizzazione sovietica che fece di Leningrado una città “particolare”, che non adorava tanto Stalin quanto il proprio ruolo di culla della Rivoluzione.Una città “di sinistra”, come si dice, come nel caso della poetessa antistalinista Olga Bergholc, che non mancò mai di nutrire grandi speranze nel sovietismo.”Nel fango, al buio con la fame e la tristezza Quando la morte, come un’ombra ci seguiva,
così felici siamo stati e una tale libertà selvaggia abbiamo respirato che i nipoti ci avrebbero invidiato Che viva e regni ora e per sempre
la gioia semplice dell’uomo fondamento della difesa e del lavoro immortalità e forza di Leningrado! Sorelle mie, compagni, amici e fratelliTutti siamo stati battezzati dall’assedio Insieme siamo a LeningradoE il mondo intero di Leningrado è fiero” Cfr.Olga Bergholc, op.cit. pag.158,159Nel 1949, non si scordi, il museo intitolato alla “Difesa di Leningrado”, fu chiuso dalle autorità sovietiche.Zdanov, che a Leningrado era stato un capo capace e intelligente, fu quasi accusato di aver “respirato” il clima antistaliniano della città.Nel 1949, poi, “l’affare Leningrado” diventò macabro perché Kuznetsov, Popkov e molti altri capi della difesa della città morirono in circostanze misteriose.Leningrado si era liberata dai nazisti, ma non dallo stalinismo…Hitler, che aveva dichiarato che la città di Lenin doveva essere cancellata dalla faccia della terra insieme alla sua popolazione, accusò il colpo, ma naturalmente rimase ottimista sul da farsi.In Germania, però, si diffondeva la paura fra la popolazione civile che la guerra fosse persa e che forse era il tempo della pace.Non lo pensavano solo i disfattisti e gli antinazisti.Nonostante Goebbels, il ministro della Propaganda, fedele carnefice del Caporale boemo, blaterasse di “guerra totale”, sembra che non disdegnasse una negoziazione con Stalin.Hitler, però, come disse anche a Mussolini, non intendeva negoziare con l’Unione Sovietica perché Stalin non avrebbe mai lasciato ai tedeschi il granaio d’Europa dell’Ucraina.Si faceva strada, come unica possibilità, quella di cambiare il governo della Germania con l’eliminazione di Adolf Hitler.

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